Da tempo criticate per inerzia e impotenza, accusate di essere inefficaci e bloccate da veti reciproci, mentre guerre, allarmi, emergenze mondiali dilaniano la terra, le Nazioni Unite cercano un nuovo segretario generale. Anche se il mandato di Antonio Guterres (in carica dal 2017) scadrà a fine anno, sono già partite le manovre per scegliere il nome di chi prenderà il suo posto. Sarà sfida aperta tra Michelle Bachelet, Rafael Mariano Grossi, Rebeca Grynspan e Macky Sall.
Nell’aula dell’Assemblea Generale, dopo le audizioni dei candidati davanti ai 193 Stati membri e alla società civile, il procedimento di nomina del segretario si sposta ai “voti informali e segreti” nel Consiglio di Sicurezza, a cui spetta la decisione finale, con i cinque membri permanenti (Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia) che possono esercitare il loro potere di veto (appunto).
Michelle Bachelet (AFP)
21/04/2026
Tra i temi centrali, la richiesta di una maggiore rappresentanza femminile (nessuna donna è mai stata segretaria generale) e il rilancio della credibilità dell’istituzione, in un contesto globale segnato da sempre maggiori conflitti e divisioni. I quattro curriculum e i profili dei candidati delineano differenti visioni.
Michelle Bachelet
L’ex presidente del Cile Michelle Bachelet, 74 anni, ha un’impronta fortemente politica e multilaterale. Due volte alla Moneda, è già stata Alto Commissario Onu per i diritti umani dal 2018 al 2022. È considerata una figura esperta, con una forte identità sui diritti umani, ma anche polarizzante, soprattutto a Washington e a Pechino, per le sue critiche dirette al Dragone sui diritti umani. Anche se il nuovo governo cileno le ha revocato l’appoggio, è sostenuta tra gli altri da Brasile e Messico.
Il direttore dell’AIEA, Rafael Grossi (AFP)
Rafael Grossi
Rafael Mariano Grossi, 65 anni, argentino, rappresenta una linea più tecnica e orientata alla sicurezza internazionale, anche perchè guida da anni l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Diplomatico di lungo corso, è stimato per il suo delicato ruolo nelle crisi nucleari, dall’Ucraina all’Iran. Dalla sua avrebbe un appoggio trasversale in Consiglio di Sicurezza, dove anche la Russia ne ha riconosciuto l’abilità diplomatica durante i momenti di emergenza legati alle centrali nucleari in Ucraina.
La segretaria generale della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo Rebeca Grynspan (AFP)
Rebeca Grynspan
C’è poi Rebeca Grynspan, 70 anni, economista, attualmente segretaria generale della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo. Ex vicepresidente del Costa Rica, è una delle figure più rispettate nel campo dello sviluppo e della cooperazione internazionale. Intercetta il tema delle disuguaglianze globali, sempre più centrale nell’agenda Onu. Il fatto che provenga dall’America Latina e sia donna rende la sua candidatura più competitiva. E alla fine potrebbe avere la meglio su Bachelet.
L’ex presidente senegalese Macky Sall (AFP)
21/04/2026
Macky Sall
Macky Sall, 64 anni, ex presidente del Senegal, evidenzia un profilo politico con forte radicamento africano. Tuttavia, la sua corsa appare più complessa, anche per la mancanza di un sostegno compatto da parte del suo stesso Continente. Su Sall gravano le accuse di aver calpestato i diritti umani quando era al potere a Dakar.
A 81 anni dalla fondazione, la marginalità dell’Onu, che da decenni si aggira intorno a tutti i conflitti e alle crisi umanitarie mondiali senza un potere di incisione determinante, sarà la sfida principale per il nuovo segretario generale. E non a caso i candidati stavolta sono solo quattro, rispetto ai 13 del 2016, quando venne nominato Guterres. Nell’epoca del superamento del diritto internazionale, quando una potenza è in grado di invocare interessi superiori per giustificare una guerra, una violazione, un atto di forza, chi guiderà le Nazioni Unite per i prossimi 10 anni dovrà rispondere alla richiesta di una maggiore presenza (e di un più forte potere d’azione) della più grande organizzazione internazionale.
