La tornata elettorale dei ballottaggi rappresenta l’atto conclusivo delle amministrative per i Comuni che non hanno decretato un vincitore assoluto al primo turno, richiamando alle urne oltre un milione di cittadini. Gli occhi dei principali osservatori politici sono puntati sui sei capoluoghi di provincia rimasti senza una guida stabile dopo il voto del 24 e 25 maggio. In queste città, che nello specifico sono Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani, la partita si gioca sul filo del rasoio attraverso accordi, alleanze dell’ultimo minuto o la capacità di intercettare l’elettorato rimasto orfano dei candidati esclusi.
In Sardegna la macchina elettorale si muove su numeri imponenti. Sono ben 149 i Comuni, su un totale regionale di 377, chiamati al voto in questa finestra temporale per eleggere direttamente i sindaci e rinnovare i rispettivi Consigli comunali, concentrando sull’isola una fetta consistente del corpo elettorale complessivo di questa tornata.
Elezioni comunali, dalle 7.00 di domenica il turno di ballottaggio (Rainews)
Orari e regole del voto
Le regole del secondo turno sono notevolmente semplificate rispetto al primo turno, ma presentano vincoli stringenti per l’elettore. Per quanto riguarda i giorni e gli orari dei seggi, la domenica si vota dalle 7.00 alle 23.00, mentre il lunedì le urne restano aperte dalle 7.00 alle 15.00. Subito dopo la chiusura pomeridiana del lunedì inizierà lo spoglio delle schede.
Sulla scheda elettorale compaiono esclusivamente i nomi dei due candidati alla carica di sindaco che hanno ottenuto il maggior numero di voti al primo turno, affiancati dai simboli delle liste che li sostengono, comprese eventuali liste apparentate per il secondo turno.
Al turno di ballottaggio non è ammesso il voto disgiunto. Non è possibile, cioè, votare per un candidato sindaco e contemporaneamente barrare la lista collegata allo sfidante, pena l’annullamento della scheda. Per esprimere un voto valido è sufficiente tracciare un segno sul nome del candidato sindaco prescelto oppure sul simbolo di una delle liste a lui collegate. In entrambi i casi, il voto si estende automaticamente al candidato alla carica di primo cittadino.
