Nessuna aggressione risulta agli atti del carcere di Rebibbia nei confronti di Valter Lavitola. È la conclusione a cui sono giunte le verifiche interne del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: secondo fonti del Dap non esistono relazioni di servizio né altra documentazione che attesti episodi di violenza ai danni dell’ex editore, detenuto nell’inchiesta sul presunto attentato a Sigfrido Ranucci. La notizia dello schiaffo subito in cella era emersa dopo l’interrogatorio di Pellegrino D’Avino, indicato tra i presunti esecutori dell’attentato. L’uomo, però, avrebbe riferito il fatto soltanto per sentito dire, spiegando di averne appreso l’esistenza da altri detenuti e aggiungendo che Lavitola sarebbe stato accompagnato in infermeria. Una ricostruzione che, allo stato, non trova riscontri negli atti dell’amministrazione penitenziaria. 

Anche i difensori Sergio e Arturo Cola invitano ad accertare i fatti attraverso gli atti ufficiali. I due legali affermano di aver parlato con il loro assistito, il quale avrebbe riferito di stare bene e di non presentare segni di percosse. Per questo hanno chiesto alla Procura di conoscere l’eventuale esistenza e il contenuto della nota redatta dalla polizia penitenziaria sulla presunta aggressione. La difesa sottolinea inoltre che Lavitola è ristretto in un reparto di alta sicurezza con detenuti accusati o condannati per reati di mafia e sostiene che proprio tale contesto imponga un rigoroso accertamento dei fatti.

Parallelamente resta aperto il fronte della misura cautelare in atto. L’avvocato Sergio Cola sostiene che i termini per la fissazione dell’udienza davanti al Tribunale del Riesame siano stati superati e che, di conseguenza, la custodia cautelare debba perdere efficacia per decorrenza dei termini. Il legale richiama il decreto Nordio del 2023, secondo cui i procedimenti aggravati dal metodo mafioso rientrano nella criminalità organizzata e non beneficiano della sospensione feriale. La questione sarà sollevata davanti ai giudici e, in caso di rigetto, sarà portata in Cassazione.

Lavitola il 7 settembre renderà dichiarazioni spontanee in videocollegamento e non sarà presente in aula. La difesa depositerà una memoria poco prima dell’udienza.

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