E’ primo pomeriggio quando la troupe del Tg3 entra nel ghetto di Torretta Antonacci, nel foggiano. E lo fa con i braccianti che lì ci vivono fra carcasse di macchine, rifiuti, baracche senza elettricità, ne servizi igienici degni. Un luogo spesso teatro di tragedie. L’ultima, il suicidio di un 29enne ad aprile. E ora con queste temperature il problema è uno solo: bere. “Con il caldo di questi giorni – racconta una donna – l’acqua arriva soltanto tre volte a settimana”. Pochi rifornimenti e cisterne rotte. “Impossibile vivere così” dicono i migranti. Fino a 2.500 persone d’estate che si spezzano la schiena nei campi di pomodori. Persa l’occasione di riqualificare tutto con i fondi del Pnrr. Ieri manifestazione a Bari, che si è conclusa in Regione. Circa 200 persone si sono date appuntamento dentro e fuori la Basilica di San Nicola: cartelli e cori per chiedere a gran voce diritti e dignità, non la carità.

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