Un appello accorato per le vittime della violenza ad Haiti e per la liberazione immediata degli ostaggi. Al termine dell’Angelus recitato in Piazza della Libertà a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV ha rivolto il pensiero alla tragedia che ha colpito il Paese africano, esprimendo dolore e vicinanza alle famiglie coinvolte. “Ci giungono notizie drammatiche del grave massacro perpetrato ad Haiti, nel quale hanno perso la vita numerose persone, mentre altre sono sequestrate. Esprimo la mia vicinanza orante alle vittime e ai loro familiari”, ha detto il Pontefice.
Leone XIV ha quindi lanciato un appello ai responsabili del sequestro: “Chiedo che vengano rilasciati senza indugio tutti gli ostaggi e rivolgo un accorato appello a tutti i responsabili affinchè si impegnino concretamente per garantire la sicurezza della popolazione e porre fine a ogni forma di violenza”. Il Papa ha invitato i fedeli a unirsi nella preghiera perchè prevalgano la tutela della vita umana e la riconciliazione.
Papa Leone ha rivolto un pensiero anche a quanto succede in Nepal. “Assicuro la mia preghiera ai colpiti dalla terribile alluvione che si è verificata in Nepal e Tibet”, ha detto anche il Pontefice, “preghiamo per chi ha perso la vita per i feriti e i dispersi per le famiglie per i soccorritori, possa la sollecitudine di tutti contribuire ad alleviare le sofferenze e a recare gli aiuti necessari alla popolazione”.
Cosa sta succedendo ad Haiti
Una cinquantina di persone sono state uccise e altre 60 prese in ostaggio nella strage avvenuta il 23 agosto a Kenscoff, ad Haiti. Tredici dei sequestrati sono stati finora liberati, secondo l’ultimo bilancio.
L’attacco si inserisce nella grave crisi di sicurezza che attraversa il Paese caraibico, segnato dalla violenza delle bande armate. Secondo i dati dell’Ufficio integrato delle Nazioni Unite ad Haiti (Binuh), soltanto nel secondo trimestre del 2026 almeno 1.408 persone sono state uccise e altre 656 sono rimaste ferite.
Il responsabile della missione Onu, Carlos Ruiz Massieu, ha esortato le autorita’ haitiane a “spezzare il ciclo dell’impunita’” e a punire non soltanto gli autori delle violenze, ma anche coloro che finanziano le bande criminali.
Secondo l’Onu, le operazioni contro le gang hanno ridotto la loro attività in alcune zone dell’area metropolitana di Port-au-Prince, in particolare a Delmas e Tabarre. La pressione esercitata dalle forze di sicurezza avrebbe però provocato uno spostamento della violenza verso altre aree del Paese. Tra le zone più colpite figurano la pianura di Cul-de-Sac e il comune di Cité Soleil, nella capitale, dove bande rivali continuano a scontrarsi per il controllo del territorio e delle attività illecite.
