Ore 7 del mattino 21 minuti e 41 secondi. Le telecamere della video sorveglianza ‘ANNKE’ riprendono il 55enne vittima della brutale aggressione di Lamin Saidilly in piedi, davanti ai tavolini esterni del bar in zona San Siro, che chiacchiera. Maglietta bianca e pantaloncini, indossa una tracolla e parla con l’anziano padre. In lontananza si vede spuntare il 22enne di origine gambiana arrestato per tentato omicidio aggravato. Cammina con passo tranquillo sul lato sinistro del marciapiede, con le mani in tasca. Improvvisamente Saidilly estrae le mani dai pantaloni, vira alla propria destra e aggredisce alle spalle l’uomo: almeno 10-12 coltellate inferte di punta all’altezza di addome e polmoni prima che uno dei clienti riesca a intervenire. Tutti e tre cadono a terra. Diversi uomini gli salgono sopra per impedirgli di scappare fra cui Sobhi Rezk Azzam, il 38enne muratore egiziano trai primi intervenuti che ieri ha raccontato: “Stava per scappare quando l’ho bloccato a terra”.

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