Ogni sera, davanti alla stazione di Trieste, i volontari dell’associazione Linea d’ombra offrono cibo, cure mediche e primo soccorso ai migranti giunti stremati lungo la rotta balcanica. Nonostante il prezioso impegno umano, la piazza è diventata teatro di crescenze tensioni, aggressioni verbali e intimidazioni fisiche contro chi presta aiuto.

A queste ostilità, la comunità risponde raddoppiando le presenze e tessendo una fitta rete di supporto fondata sull’accoglienza. L’affetto reciproco emerge chiaramente nei momenti condivisi, come i festeggiamenti per il compleanno di un giovane rifugiato.

A dispetto delle intimidazioni e delle ronde di protesta, la resistenza solidale di Trieste continua a proteggere la dignità umana e a offrire un approdo sicuro a chi fugge da guerre, violenze e disperazione.

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