Stanno bene Davide Cesaroni e Chiara Pesaresi, i due escursionisti marchigiani dei quali non si avevano più notizie da quattro giorni. Marito e moglie, di Osimo, si trovavano a una quota di 1.700 metri lungo un sentiero dismesso con molti tratti pericolosi e praticamente abbandonato. I due erano stremati per la fatica e non più in grado di proseguire, per le difficoltà del terreno e per le loro condizioni fisiche. Sono stati recuperati dall’elicottero del soccorso alpino Veneto e riportati al rifugio Pordenone.
L’allarme dopo il mancato rientro
Cesaroni, 41 anni, e Pesaresi, 38, erano partiti dal rifugio Pordenone, in val Cimoliana, nelle Dolomiti Friulane. Qui era stata ritrovata la loro auto. Erano diretti al rifugio Padova, sul versante veneto delle montagne, passando probabilmente per il Campanile di Val Montanaia, la cima più celebre della zona. Ma non erano arrivati nella struttura dove avevano prenotato per la sera di giovedì.
L’ultimo contatto con i familiari risaliva allo scorso mercoledì 1° luglio, in tarda serata, mentre i loro telefoni erano stati agganciati per l’ultima volta da una cella lo scorso giovedì. L’allarme era partito solo nel primo pomeriggio di lunedì, quando i due non erano rientrati e i familiari avevano quindi avvertito i soccorsi.
A ricercarli, e poi a salvarli, 118 del Veneto, Protezione civile, Soccorso Alpino, Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza impegnati in tutta la zona: tre elicotteri hanno scandagliato l’area dall’alto, mentre decine di uomini hanno percorso i principali sentieri su entrambi i versanti. Una ricerca proseguita fin quando le condizioni di luce lo hanno permesso, per poi riprendere dopo la pausa notturna.
