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Home » Bimbo trapiantato, ascoltati da pm i medici arrivati a Bolzano
Cronaca

Bimbo trapiantato, ascoltati da pm i medici arrivati a Bolzano

Di Sala Notizie15 Maggio 20264 min di lettura
Bimbo trapiantato, ascoltati da pm i medici arrivati a Bolzano
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Si è concentrata sull’equipe del Monaldi che, da Napoli si è recata a Bolzano per prelevare il cuore da trapiantare al piccolo Domenico Caliendo, l’attenzione della Procura di Napoli che oggi, con il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e il procuratore Antonio Ricci, alla presenza dei carabinieri del Nas, ha ascoltato la cardiochirurga Gabriella Farina e il suo assistente Vincenzo Pagano.
La descrizione di quanto accaduto dopo l’espianto dell’organo da trapiantare, fino all’arrivo dell’ equipe a Napoli e poi in ospedale, confermerebbe la circostanza che il cuore malato del bimbo era già stato prelevato quando il muscolo cardiaco da trapiantare è giunto in sala operatoria. 

Si tratta di un passaggio importante che potrebbe confermare le ipotesi di falso formulate dalla Procura nei confronti del cardiochirurgo Guido Oppido e della sua vice Emma Bergonzoni, circa gli orari riportati sulla cartella clinica.
Con i due sanitari ascoltati oggi, è stato ripercorso, passo passo, quello che è accaduto il 23 dicembre 2025, giorno del trapianto, con particolare attenzione alla fase di espianto del cuore da trapiantare.

 

La cardiochirurga e l’assistente interrogati

L’interrogatorio di Farina è durato circa quattro ore durante le quali è stata confermata la dinamica già delineata dagli inquirenti: la dottoressa ha confermato che il ghiaccio chiesto, poi rivelatosi essere quello secco (capace di raggiungere anche i -80 gradi) era stato messo nel box frigo privo di sistema di controllo della temperatura dall’ operatore sociosanitario di Bolzano. 

Sia Farina, sia Pagano, prima della partenza verso Napoli, non si sono accorti che il refrigerante era di una tipologia sbagliata.

Più breve – qualche ora – è durato invece l’interrogatorio dell’indagato Vincenzo Pagano, che ha assistito la cardiochirurga Farina nella missione a Bolzano e che ha avuto un ruolo minore nella vicenda.
I magistrati della sezione ‘Lavoro e Colpe Professionali’ della Procura partenopea contestano a sette medici il reato di omicidio colposo in concorso e al cardiochirurgo e alla sua vice, che a Napoli hanno eseguito il trapianto del cuore giunto in sala operatoria danneggiato dalle basse temperature, il reato di falso in relazione alla compilazione della cartella clinica di Domenico.

 

L’audio: “L’espianto prima della verifica sul cuore del donatore”

Il cuore di Domenico Caliendo è uno degli argomenti di cui parla, nel corso di una riunione dell’equipe, il cardiochirurgo Guido Oppido. La riunione, tenuta il 16 febbraio scorso, registrata da un infermiere specializzato F.F., all’insaputa dei presenti, è convocata quando il caso è già diventato noto e il ministero della Salute ha disposto l’invio di ispettori. Il cardiochirurgo, indagato per omicidio colposo e falso in cartella clinica, in vista della verifica ministeriale rassicura l’equipe che nessuno attribuirà loro responsabilità; giustifica la collega che ha prelevato a Bolzano il cuore del donatore, arrivato congelato in sala operatoria, perché nessuno avrebbe potuto capire che quello aggiunto a Bolzano era ghiaccio secco e ripete più volte che come hanno detto altri esperti non potevano fare altro. “Quindi tutto quello che è successo è stato una combinazione unica che non si è mai verificata nell’universo, che nel pozzetto del frigo ci fosse finito il ghiaccio secco, anche quello noi abbiamo scritto ghiaccio secco ma non abbiamo neanche la certezza nessuno l’ha esaminato sto ghiaccio secco abbiamo capito dal comportamento che potesse essere ghiaccio secco”, dice Oppido. “Il cuore io lo avevo tolto prima di, diciamo, capire che quell’altro potesse avere dei danni, quindi non abbiamo avuto scelta, ok?”, sostiene in un altro passaggio dell’audio della riunione, fornito agli inquirenti, la cui trascrizione è stata visionata dall’Agi.
A fine marzo, durante il primo interrogatorio preventivo davanti al Gip, Mariano Sorrentino, che dovrà esprimersi sulla richiesta di interdizione richiesta dalla procura di Napoli per Oppido e la sua vice, Emma Bergonzoni, in virtù della contestazione di falso in cartella clinica, il cardiochirurgo avrebbe detto di non avere espiantato il cuore malato di Domenico prima dell’arrivo del box in sala operatoria, e di aver avviato la cardiectomia solo dopo l’ok ricevuto da chi era in sala operatoria. 

Il prossimo 21 maggio è fissato un altro interrogatorio davanti al Gip. Rispetto al ghiaccio fornito a Bolzano, Oppido, durante la riunione non fa una colpa alla cardiochirurga Gabriella Farina, perchè si era occupata del prelievo del cuore da trapiantare e aveva chiesto “del ghiaccio e le viene dato del ghiaccio secco – dice e fa poi un paragone –  è come se uno va al bar e chiede un bicchiere d’acqua e gli danno la varechina la colpa non può certo essere sua la colpa è da cercare a Bolzano”, però poi  precisa anche che quell’errore non sarebbe neppure da attribuire all’oss che ha fornito il ghiaccio. 

 

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