La famiglia Poggi non si costituirà parte civile contro Andrea Sempio. “Perché ci dovremmo costituire parte   civile? Chiedere soldi a Sempio sarebbe paradossale”, ha detto a l’avvocato Francesco Compagna, legale di   Marco Poggi. Per il collega Gian Luigi Tizzoni, che rappresenta i genitori di Chiara Poggi, sono “valutazioni   premature”, perché finché resterà esecutiva la sentenza a carico di Stasi sarebbe “come richiedere due volte   un risarcimento per lo stesso reato”. A oggi, ha ricordato, non c’è notizia nemmeno di una richiesta di   revisione. Fuori dal tribunale di Pavia Tizzoni ha rivendicato la scelta della famiglia. “Io credo alla verità   accertata giudiziariamente con sentenze raggiunte dopo una decina d’anni di processo che hanno retto già   due passaggi in Cassazione”, ha detto. Il legale ha definito “propaganda” sostenere che sui pedali della   bicicletta di Stasi non ci sia il Dna di Chiara. Davanti a “due estrazioni marcatamente positive con 16 aplotipi”,   il risultato negativo dell’analisi del Ris del 20 settembre 2007 sarebbe dovuto a una macchina che “non ha   dato nessun risultato”. E la difesa Stasi, secondo Tizzoni, di quell’accertamento sapeva: “La memoria scritta   del professor Avato fa riferimento ad analisi svolte in sua assenza il giorno 20”. 

Condividere.
Exit mobile version