Poche parole a un conoscente davanti al suo ristorante romano, nessuna ai microfoni da Walter Lavitola. Intorno a lui però continuano le ipotesi sul ruolo di mandante dell’attentato all’amico Sigifrido Ranucci che la procura gli attribuisce. Il conduttore di Report respinge le voci di un atto preparato a Doc per promuovere una sua candidatura politica.

Lavitola però alla politica pensava e per sondare una candidatura di Ranucci come leader del campo largo stava elaborando un questionario sottoposto al conduttore di Report e separatamente ad altri due noti giornalisti che hanno dato il loro contributo a perfezionarlo. Titolo Indagine potenziale elettorale. Vorrebbe una discesa in campo di un candidato terzo capace di superare la contrapposizione Schlein-Conte, una delle domande, e nel caso si profilasse questo candidato terzo lo vorrebbe dalla politica tradizionale o dalla società civile o dall’informazione.

Eloquenti anche gli altri quesiti. Pensando ai giornalisti televisivi quali sono i primi nomi che le vengono in mente, le competenze sviluppate dal candidato nella carriera giornalistica possono essere utili al paese. Ranucci al TG1 replica: pensare di mettere una bomba a ottobre 2025 in vista di elezioni del 2027 è una follia.

La procura guardi piuttosto alle inchieste di report sulla Camorra in Veneto per la genesi dell’attentato, Ranucci che si aspetta di essere riascoltato dai PM avverrà dopo l’analisi di quanto sequestrato nelle perquisizioni alla Vitola, tre cellulari, tre pendrives e sette manoscritti.

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