È un conducente del tram numero 15 il dipendente Atm indagato per accesso abusivo al sistema informatico in relazione alla chat sessista dove venivano diffuse foto di donne catturate dalle immagini delle telecamere di sicurezza a bordo dei mezzi. L’autista e altri 4 dipendenti dell’azienda di trasporti milanesi, al momento non indagati, sono stati sottoposti a perquisizione dalla Polizia Locale delegata alle indagini dalla Procura. Oggetto dell’attenzione gli smartphone.

La Procura vuole chiarire se le immagini siano state ottenute fotografando i monitor di servizio presenti nella postazione del conducente che trasmettono quanto riprendono le telecamere oppure entrando nella banca dati Atm dove vengono conservate per massimo 7 giorni, solo in questo caso il reato contestato sarebbe più concreto. Da quanto risulta solo il personale della sala operativa Atm è abilitato all’accesso ai sistemi.

Dell’esistenza di questa chat, denominata Ticinese staff e con più di 10 utenti, se ne sarebbe accorta una passeggera osservando il telefono di un tranviere fuori servizio che, seduto fra il pubblico, leggeva i messaggi nonostante il mezzo affollato. Ad attirare l’attenzione una foto che inquadrava il corpo di un’ignara passeggera. E così la giovane ha a sua volta fotografato lo schermo, carpendo anche i nomi dei partecipanti. Quindi la decisione di presentare un esposto alla procura di Milano attraverso la propria legale Cathy La Torre (intervistata nel nostro servizio).

Atm che già ieri aveva depositato il materiale a propria disposizione sulla vicenda alla Polizia, ha presentato anche un esposto al Garante della Privacy e ha sospeso dal servizio e dalla retribuzione tutti i dipendenti che facevano parte della chat.
 

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