Salim El Koudri si è avvalso della facoltà di non rispondere, nell’interrogatorio di ieri sera, sabato 16 maggio, davanti al procuratore di Modena Luca Masini e al Pm di turno. 

Il 31enne, nato nella provincia di Bergamo, con origini marocchine, dal 2000 è residente a Ravarino. Laureato in Economia aziendale, ma al momento disoccupato, dal 2022 era già stato “attenzionato dal centro di salute mentale per disturbi schizoidi”, dopo che era stato evidenziato uno stato di alterazione psichica, ha spiegato la prefetta di Modena, Fabrizia Triolo. 

El Koudri non era noto alle forze dell’ordine, il suo casellario giudiziario non ha segnalazioni, è difeso d’ufficio dall’avvocato Francesco Cottafava e deve rispondere di strage e lesioni aggravate. 

A inizio settimana la convalida del fermo. Nei suoi device non sono stati trovati segni radicalizzazione e i post bloccati da Meta non avevano contenuti jihadisti. Non sarebbero quindi ipotizzati reati di terrorismo, perché in una prima ispezione nel domicilio del giovane, a Rovarino, non sarebbero emersi elementi tali da far supporre una affiliazione alla jihad.

Dalla perquisizione domiciliare, invece, si apprende che sarebbero emersi segnali di una forte instabilità mentale. L’ipotesi prevalente, quindi, è quella dei problemi psichiatrici, anche perché Salim El Koudri, tra il 2022 e il 2024, si era rivolto a centri di salute mentale, ma non era mai stato sottoposto a Tso.

Gli inquirenti, con il supporto dei servizi territoriali dell’Azienda Usl di Modena, stanno cercando di ricostruire la storia clinica dell’indagato.

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