La Procura di Milano, d’intesa con il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ha eseguito alcune perquisizioni domiciliari e informatiche nell’ambito di una indagine nata in seguito a una denuncia per accessi abusivi ai computer in uso ai magistrati tramite il sistema Ecm, installato sui dispositivi del Ministero della Giustizia. “Tali accessi – si legge in una nota del procuratore milanese Marcello Viola – risultano concentrati nel distretto giudiziario di Torino” a cui appartiene un tecnico ministeriale che risulta indagato.

Due episodi di presunti accessi abusivi contestati hanno riguardato il pc del procuratore di Torino, Giovanni Bombardieri. Il terzo episodio su cui si indaga, invece, riguarda il caso dell’accesso al pc del gip di Alessandria Aldo Tirone. Sono dunque due e non tre, come riferito prima in Procura, i magistrati persone offese dei reati contestati. Gli episodi che riguardano Bombardieri sarebbero stati segnalati dallo stesso procuratore. 

Il caso era stato sollevato dalla trasmissione Report. Come si legge nella nota del procuratore di Milano, Marcello Viola, “gli accertamenti investigativi si sono resi necessari poiché, dai primi riscontri, è emerso che le intrusioni informatiche sono avvenute attraverso la forzatura del sistema resa possibile dal possesso delle credenziali di amministratore”.

“I soggetti perquisiti – prosegue il procuratore – avevano infatti disponibilità di tali credenziali in virtù di contratti di assistenza informatica stipulati dal Ministero con ditte terze”.
“Le perquisizioni si sono svolte in modo partecipato e nel pieno rispetto delle garanzie difensive. Le analisi forensi sui dispositivi sequestrati sono tuttora in corso”, chiude il comunicato stampa.

Gli accertamenti investigativi si sono resi necessari poiché, dai primi riscontri, è emerso che le intrusioni informatiche sono avvenute attraverso la forzatura del sistema resa possibile dal possesso delle credenziali di amministratore. I soggetti perquisiti avevano infatti disponibilità di tali credenziali in virtù di contratti di assistenza informatica stipulati dal Ministero con ditte terze.

 

Indagati 3 tecnici di una società di manutenzione

Sono tre tecnici di una società di manutenzione, che aveva l’appalto per questo servizio, gli indagati nell’inchiesta milanese per accessi abusivi ai computer in uso a magistrati tramite il sistema Ecm, di cui di recente il Ministero della Giustizia ha annunciato la dismissione.

Su fatti che vedono magistrati del distretto di Torino come persone offese di reati ha competenza ad indagare, infatti, la Procura di Milano, diretta da Marcello Viola.
Per quanto riguarda il caso di Alessandria, emerso nei mesi scorsi anche su Report, si sarebbe trattato di un “test” sul pc di un giudice, Aldo Tirone (non indagato), attraverso un tecnico.

E i pm Enrico Pavone e Francesca Celle, con gli investigatori della Polizia postale, stanno verificando se si sia trattato anche negli altri due casi di prove di vulnerabilità del sistema o di vere o proprie intrusioni informatiche. Gli accertamenti – dopo le perquisizioni eseguite lo scorso marzo e di cui la Procura milanese ha dato conto oggi – sono ancora in corso in attesa di riscontri utili. 

 

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