Per la prima volta nella loro vita si apriranno domani le porte della scuola per i tre figli di Catherine Birminghan e Nathan Trevallion. I due gemelli entreranno in seconda classe della primaria, mentre la sorella maggiore frequenterà la quarta elementare. Finora i minori erano stati istruiti attraverso l’istruzione parentale. 

I bambini, che dallo scorso 20 novembre si trovano a Vasto (Chieti), dovrebbero essere iscritti a un istituto pubblico con un orario ordinario, senza rientro pomeridiano prolungato.

La scelta è collegata anche alla necessità di garantire gli incontri con i genitori.

Contatti graduali con i genitori nella nuova casa

L’avvio della scuola dovrebbe comunque avvenire per gradi, con il controllo dei servizi di Neuropsichiatria infantile di Vasto-Lanciano-Chieti. 

Gli stessi medici, in una relazione di luglio, avevano ribadito l’urgenza clinica di “ricomposizione” del nucleo familiare per scongiurare ulteriori danni ai bimbi.

Secondo quanto riferito dal loro difensore, l’avvocato Simone Pillon, nelle prossime ore potrebbe essere previsto un ritorno temporaneo anche nella casa di Palmoli

Come riferito dall’avvocato che da maggio segue la coppia anglo-australiana nella vicenda, i bambini vi dovrebbero trascorrere del tempo per rivedere i loro animali ed entrare per la prima volta nell’abitazione concessa gratuitamente dal Comune in attesa della ristrutturazione del casolare in campagna, la cui scarsa salubrità era tra le cause alla base del primo provvedimento del Tribunale.

Secondo quanto stabilito dal Tribunale nella fase iniziale i tre fratelli potrebbero trascorrere quindi alcune ore con mamma e papà, tornando successivamente nella struttura che li ospita. Durante la settimana è prevista la presenza di un’educatrice agli incontri, mentre per il fine settimana è ipotizzata la permanenza con i genitori dal venerdì alla domenica. 

Sul provvedimento dei giudici minorili pende intanto il reclamo presentato dalla difesa alla Corte d’Appello. L’atto, depositato il 10 settembre, contesta diversi aspetti della decisione e solleva anche questioni relative alle conseguenze sulla salute dei bambini della permanenza lontano dalla famiglia. 

La difesa sostiene inoltre che siano state limitate le prerogative dei genitori sulle scelte educative e chiede il ritorno dei minori nella loro abitazione, insieme alla possibilità di proseguire con l’istruzione parentale. Per questo percorso è stata proposta la predisposizione di un progetto educativo con due insegnanti messi a disposizione dal Comune.

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