Si svolge a Cannes il MIPIM 2026, il principale appuntamento mondiale dedicato al real estate e all’innovazione urbana. Per cinque giorni al Palais des Festivals oltre ventimila professionisti provenienti da circa 90 Paesi: investitori istituzionali, governi nazionali, sindaci delle principali città, architetti, sviluppatori, fondi immobiliari e leader tecnologici.
A guidare la manifestazione l’italiano Filippo Rean, Direttore Generale di RX France, a conferma del ruolo sempre più centrale che l’Italia sta assumendo nel dibattito internazionale sul futuro dello sviluppo urbano e immobiliare. In un contesto geopolitico ed economico in rapida evoluzione, il MIPIM si conferma l’epicentro del dialogo internazionale sul futuro dell’ambiente costruito. Non si tratta soltanto di una vetrina per nuovi progetti immobiliari, ma sempre più di un luogo in cui si definiscono strategie globali per rendere città e territori più sostenibili, resilienti e competitivi.
“L’Italia si fa strada sulla scena globale al MIPIM 2026 con un’ambizione chiara: incanalare il capitale globale in una nuova era di sviluppo urbano innovativo, resiliente e guidato dalle partnership”, ha spiegato direttore generale RX France, Filippo Rean, sottolineando: “L’Italian Trade Agency presenta un rinnovato padiglione che posiziona le città italiane come piattaforme di investimento ad alte prestazioni – dove rigenerazione, infrastrutture, tecnologia e sostenibilità alimentano valore a lungo termine. Un mercato in rapida diversificazione continua a rafforzare lo slancio dell’Italia: gli investimenti regionali sono aumentati dell’+81, il potenziale di rigenerazione è in espansione, con il 38% degli edifici che risale a prima del 1969; la nuova ZES Unica sta accelerando gli investimenti nel Sud Italia attraverso approvazioni digitali e semplificate”.
L’Italia è stata rappresentata al MIPIM 2026 da Renato Loiero, consigliere del Presidente del Consiglio, insieme all’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE), ai principali soggetti pubblici del patrimonio immobiliare dello Stato e a numerosi enti locali. In apertura della conferenza italiana, Renato Loiero ha dichiarato: “Il MIPIM si conferma ancora una volta come uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati allo sviluppo urbano, agli investimenti e al futuro delle nostre città. L’Italia sta tornando a essere una nazione credibile e competitiva per gli investitori internazionali, grazie alla qualità del suo tessuto produttivo, alla centralità delle sue città e alla capacità di coniugare sviluppo economico, innovazione e sostenibilità. Ed è proprio su questa rinnovata attrattività che occasioni di confronto internazionale come il MIPIM possono continuare a costruire nuove opportunità di sviluppo, collaborazione e investimento per i territori, le imprese e le comunità”.
Accanto alle istituzioni, hanno partecipato anche alcuni tra i principali operatori nazionali e internazionali del settore immobiliare allargato, tra cui Emanuele Bellani, Umberto Borzi, Fabrizio Candoni, Fabrizio Capaccioli, Marco Daviddi, Francesca Federzoni, Giorgia Gunnella, Roberto Fraticelli, Ivano Ilardo, Aldo Mazzocco, Andrea Migliore, Giorgio Pieralli, Marco Ragusa, Stefano Scalera, Gabriele Scicolone e Gualtiero Tamburini.
Il settore immobiliare sta vivendo una fase di trasformazione profonda. Se per decenni il real estate è stato percepito principalmente come un ambito finanziario e infrastrutturale, oggi emerge sempre più chiaramente una dimensione più ampia: le città e gli spazi urbani diventano luoghi in cui si intrecciano sostenibilità ambientale, qualità della vita, inclusione sociale e innovazione economica.
Tematiche emerse anche in un’altra importante iniziativa internazionale dedicata alla sostenibilità. Nei giardini papali di Castel Gandolfo si è svolto l’evento inaugurale della Global Alliance, un’iniziativa promossa dal Centro di Alta Formazione Laudato si’ e dall’Università di Notre Dame, nell’Indiana. All’incontro hanno partecipato rappresentanti di oltre sessanta università di Europa, Asia, America e Africa, insieme a esponenti delle principali organizzazioni internazionali impegnate nella lotta alla crisi climatica. L’obiettivo dell’iniziativa è costruire una rete globale capace di connettere università, centri di ricerca, comunità e istituzioni impegnate nella promozione di modelli di sviluppo sostenibili ispirati ai principi dell’Enciclica Laudato si’ e della Dottrina Sociale della Chiesa. La Global Alliance nasce con l’intento di valorizzare le sinergie tra ricerca scientifica, educazione e azione comunitaria, creando un’infrastruttura internazionale capace di amplificare l’impatto globale dell’ecologia integrale e promuovere soluzioni concrete alle sfide ambientali e sociali del nostro tempo, come ha sottolineato il cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro di Alta Formazione Laudato si’ e tra gli ideatori della Global Alliance.
“Proprio in questo contesto si inserisce l’impegno di Remind, Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione, che promuove un dialogo costruttivo tra istituzioni, imprese e professionisti per valorizzare modelli di sviluppo capaci di integrare crescita economica, sostenibilità ambientale e benessere delle persone”, ha spiegato il Presidente di Remind e Cavaliere di Gran Croce, Paolo Crisafi. “L’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco rappresenta un forte richiamo alla responsabilità personale e collettiva verso il creato. In questo solco si colloca anche la proposta dei dieci comandamenti verdi elaborati da don Joshtrom Kutenadaam, che sintetizzano in modo semplice e concreto i principi dell’enciclica e li traducono in orientamenti per la cura della casa comune. – ha proseguito Crisafi – Tali valori non possono restare soltanto principi ispiratori: è necessario trasformarli in comportamenti concreti, in scelte quotidiane e soprattutto in modelli di sviluppo sostenibili capaci di coinvolgere anche il mondo produttivo, l’industria e le filiere economiche. La sostenibilità, infatti, non è solo una questione ambientale o culturale, ma rappresenta sempre più una direttrice strategica per l’innovazione, la competitività e la responsabilità delle imprese”.
