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Home » Lega, stretta sulla cittadinanza per stranieri nati in Italia: necessario l’esame di integrazione
Politica

Lega, stretta sulla cittadinanza per stranieri nati in Italia: necessario l’esame di integrazione

Di Sala Notizie7 Dicembre 20253 min di lettura
Lega, stretta sulla cittadinanza per stranieri nati in Italia: necessario l’esame di integrazione
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Lega, stretta sulla cittadinanza per stranieri nati in Italia: necessario l’esame di integrazione

La Lega ha presentato alla Camera una proposta di legge per rendere più severa la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana per gli stranieri nati in Italia. 

Il testo prevede un periodo di residenza legale più lungo, l’obbligo di superare un esame di integrazione e nuove cause di revoca per condanne gravi, tra cui violenza di genere, stupro, stalking, revenge porn e tratta di esseri umani.

La proposta della Lega sul tema della cittadinanza 

“Per lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, non è più sufficiente la dichiarazione di voler acquisire la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data, ma si prevedono altresì ulteriori requisiti, quali: il superamento dell’esame di integrazione, i cui contenuti e le cui modalità di svolgimento sono stabiliti con decreto del ministro dell’Interno, che è volto a verificare l’effettiva integrazione nonché la conoscenza delle regole sociali e giuridiche minime; l’assenza di condanne penali per delitti non colposi; l’assenza di procedimenti penali in corso per delitti non colposi; la non ammissione all’applicazione della pena su richiesta delle parti per delitti non colposi e l’assenza di delitti commessi nei tre anni precedenti per i quali si è beneficiato del perdono giudiziale”. 

È quanto si legge nella proposta di legge a firma Jacopo Morrone, Riccardo Molinari, Giorgia Andreuzza, Ingrid Bisa ed Elena Maccanti. 

“Attraverso limitate ma puntuali modifiche della disciplina vigente, la presente proposta di legge mira a razionalizzare il sistema di riconoscimento della cittadinanza e di accesso allo status di lungo soggiornante che consente un immediato e pieno accesso ai diritti sociali, determinando un grave onere per le finanze pubbliche”, si trova ancora scritto.

Per gli italiani lo status di cittadino è “da attribuire solo agli stranieri residenti nel territorio nazionale che dimostrino di meritarlo”

“All’indomani della ‘bocciatura’ del recente referendum abrogativo dell’8 e 9 giugno 2025 in materia di requisiti per la richiesta di cittadinanza, che mirava a dimezzare il periodo di residenza da dieci a cinque anni previsto dalla legge ai fini dell’ottenimento della cittadinanza italiana da parte dello straniero, è emersa in modo ancora più chiaro la volontà del popolo italiano. Infatti, i risultati referendari, unitamente ai sondaggi e all’ascolto quotidiano dei cittadini nelle strade e nelle piazze, consentono di affermare – proseguono i deputati leghisti – che gli italiani considerano lo status di cittadino come un riconoscimento importante, da attribuire solo agli stranieri residenti nel territorio nazionale che dimostrino di meritarlo. Per tale ragione la presente proposta di legge interviene in maniera puntuale, razionale ed efficace, da un lato, sulle modalità di acquisizione della cittadinanza e, dall’altro lato, sulla condizione giuridica per l’accesso allo status di lungo soggiornante, che rappresenta uno dei canali di accesso privilegiato non soltanto alla cittadinanza, ma prima ancora alle prestazioni sociali offerte dallo Stato”. 

In particolare, si legge ancora nella pdl della Lega, “la presente proposta di legge apporta, dunque, alcune modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero. Per quanto riguarda la legge n. 91 del 1992, le novelle intervengono, in senso restrittivo, sui requisiti riguardanti i minori e le persone adulte per l’accesso alla cittadinanza; sono, inoltre, rese più rigorose le modalità e le cause di revoca della cittadinanza. Per contro, però, sono ridotti i tempi per la definizione dei procedimenti amministrativi”.

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