Arrivata la prima condanna nell’ambito dei procedimenti giudiziari nati dalle denunce della senatrice a vita Liliana Segre contro gli autori di insulti e messaggi d’odio diffusi sui social network. Il Tribunale di Milano ha condannato a quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, e al pagamento di 1.500 euro di risarcimento uno degli imputati, l’unico che aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato.

 

Il procedimento riguarda otto persone accusate di diffamazione aggravata dall’odio razziale nell’ambito dell’ inchiesta aperta dalla Procura milanese sulle numerose offese e minacce rivolte online alla sopravvissuta alla Shoah, nominata senatrice a vita nel 2018 e da anni bersaglio di messaggi antisemiti e diffamatori. 

Murales Liliana Segre, cancellato il volto, 11 novembre 2024 (ansa)

Per un altro imputato la giudice Francesca Ghezzi ha disposto la messa alla prova, con un anno di lavori di pubblica utilità, un contributo alla Fondazione Memoriale della Shoah e un percorso psicologico. Altri imputati, invece, hanno presentato lettere di scuse e risarcimenti tra 500 e 2.000 euro destinati al Memoriale della Shoah, ottenendo la remissione delle querele e la conseguente chiusura delle loro posizioni processuali. 

Per un’altra tranche dell’indagine, che coinvolge ulteriori imputati, è stata fissata un’udienza preliminare davanti al Gup di Milano il prossimo 1° ottobre. 

Sfregiato murale con Liliana Segre, Bruck e Modiano a Milano

Sfregiato murale con Liliana Segre, Bruck e Modiano a Milano (ansa)

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