“Faccio presente che l’attentato è stato fatto a ottobre e il sondaggio è stato fatto a giugno; sarei stato proprio un imbecille, oppure ho sbagliato il calendario, o peggio ancora che l’avremmo fatto io e lui assieme. Saremmo stati due deficienti, non solo uno”. Così Valter Lavitola, intervistato dal Tg1, replica alle ricostruzioni secondo cui lui stesso avrebbe commissionato l’attentato a Sigfrido Ranucci per “promuoverlo” come possibile candidato del campo largo.
Poi aggiunge: “Il solo fatto che abbia messo quel ‘se’ mi inizia a far mettere in discussione se c’è o non c’è questa amicizia. In più, si poteva anche evitare di parlare della questione di mio figlio, che è il motivo della mia enorme gratitudine nei suoi confronti”. Così Lavitola commentando le parole del giornalista di Report, che riferendosi all’attentato subìto ha detto “non può averlo fatto Lavitola; se lo ha fatto, non lo ha fatto
per farmi del male”.