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Cronaca

Sorelle scomparse in Abruzzo, si scandaglia la vita familiare

Di Sala Notizie14 Giugno 20267 min di lettura
Sorelle scomparse in Abruzzo, si scandaglia la vita familiare
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A una settimana dalla loro scomparsa non c’è ancora alcuna traccia di Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni allontanatesi dalla casa famiglia che le ospitava a Civitella Alfedena, nell’Aquilano, nella notte tra sabato e domenica scorsi.

Con il passare delle ore senza sviluppi né indizi utili a rintracciarle, l’attenzione si concentra sempre più sulle vicende familiari che negli anni hanno portato le due ragazze nel circuito delle case famiglia.

La responsabilità genitoriale sarebbe stata revocata a entrambi i genitori dopo il divorzio a causa di “conflittualità”, come spiega l’avvocato della mamma, ma poi restituita solo al papà poco più di due settimane fa. Un elemento che potrebbe essere dirimente anche nel prosieguo delle indagini condotte dai carabinieri su incarico della Procura di Sulmona che ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori.

Spunta ipotesi rapimento

Spunta anche l’ipotesi di un rapimento. Le due minori erano ospiti dal 2024 della comunità educativa Ofh Hope di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila e nel Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. Una struttura priva di sistemi di videosorveglianza interni e di impianti di allarme.
Secondo le prime ricostruzioni, le ragazzine si sono allontanate dalla comunità nella notte tra sabato e domenica, tra le 2 e le 6 del mattino. Le due sono scomparse due giorni prima della fine della scuola, chiusa da mercoledì. 

 

Alisya, la maggiore, frequenta l’istituto commerciale a indirizzo turistico di Castel di Sangro. E’ descritta come una ragazza riservata, profondamente sensibile, con un mondo interiore ricco ma spesso difficile da esprimere, che ama il ballo e pratica atletica leggera, sognando di diventare criminologa. 

Negli ultimi tempi, secondo quanto riferito agli inquirenti dal fidanzato coetaneo Joseph, qualcosa in lei sembrava cambiato: “Era come se avesse qualcosa dentro che voleva dirmi, ma non riusciva a farlo. Hanno paura del buio”. Sarah, la più piccola, frequenta invece la scuola media di Barrea (L’Aquila). Anche lei è discreta, silenziosa e molto legata alla sorella maggiore, punto di riferimento costante nella sua quotidianità; ha un carattere dolce e sogna di diventare estetista. Condivide con Alisya una sensibilità marcata e una certa fragilità emotiva.
Un episodio che ha segnato profondamente le due ragazzine è stato il distacco dai loro due cagnolini Jack Russell, ai quali sono molto affezionate. Avevano chiesto agli assistenti sociali di poterli portare nella struttura, anche solo per rivederli e abbracciarli, ma la richiesta non era stata accolta.

Sempre composte, educate e ordinate nei comportamenti quotidiani, le due sorelle non avrebbero mai dato segnali evidenti di voler fuggire o allontanarsi volontariamente. Proprio per questo, la scomparsa appare ancora piu’ inspiegabile.

Acquisiti i cellulari delle due sorelline, aperto un fascicolo per sottrazione di minori

Il sostituto procuratore del Tribunale di Sulmona (L’Aquila) Stefano Iafolla, che si sta occupando del caso, ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori e ha disposto l’acquisizione dei cellulari delle due giovani, lasciati dalle ragazze nella struttura, per analizzarne il contenuto. 

L’ipotesi più accreditata è quella di un allontanamento con un aiuto esterno. La struttura di accoglienza è situata in un’area del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, priva di impianti di videosorveglianza e sistemi di allarme. Da indiscrezioni sembra che le telecamere stradali della località montana non abbiano registrato alcun passaggio delle giovani tra sabato e domenica. 

Le minori sono uscite da una finestra rotta, priva d’inferriate. In campo anche i cani molecolari, che non sarebbero ancora riusciti a fiutare il percorso delle adolescenti per allontanarsi dalla struttura. 

L’amico 16enne di una delle sorelle non avrebbe però fornito elementi utili agli inquirenti che l’hanno ascoltato. L’allontanamento è avvenuto a pochi giorni dalla sentenza definitiva di divorzio dei genitori, che ha revocato la sospensione della potestà genitoriale al padre, una decisione a cui le ragazze si sarebbero opposte, rifiutando il trasferimento. 

Le sorelle erano seguite dai servizi sociali da tre anni e si trovavano nella casa-famiglia dal 2024.

L’appello della mamma

“Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata e ricordate che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme. Mamma vi aspetta”.
È l’appello delle ultime ore lanciato da Valentina D’Acunto, madre delle due sorelle di 12 e 16 anni scomparse sei giorni fa dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in Abruzzo. Un caso sul quale sta indagando anche la procura di Sulmona per l’ipotesi di sottrazione di minori.
“Sarah, Alisya, amori miei, se state ascoltando queste parole vi prego di sapere che la cosa più importante per me è sapere che state bene. Da quando non ho più vostre notizie, ogni giorno che passa è pieno di preoccupazioni, ma anche di speranza, quella di potervi riabbracciare al più presto”, prosegue l’audio che la donna, 39 anni, originaria di Minturno (Latina) ha consegnato al legale Enrico Mastantuono per essere diffuso.
“Ricordatevi che vi voglio un mondo di bene, che siete la mia vita. Vi prego, tornate, mettetevi in contatto con noi, fateci sapere che state bene”, conclude. Un ulteriore appello che si aggiunge a quello rivolto nei giorni scorsi dal padre, Stefano Di Giacinto. I due erano separati da tempo e le bambine erano inserite in case famiglia da 7 anni a causa della sospensione della responsabilità genitoriale, poi revocata solo per il padre. Dal 2024 erano ospitate nella struttura protetta di Civitella Alfedena, nell’Aquilano. 

 

L’appello del papà

“Sarah, Alysia, papà sta male, cercate di farvi sentire”, è l’appello del padre Stefano Di Giacinto, che a marzo ha riottenuto la responsabilità genitoriale delle figlie. 

Gli investigatori stanno verificando la possibilità che qualcuno abbia favorito l’allontanamento delle due giovani. Al vaglio le ultime chat.

Le ricerche

Proseguono le ricerche dei vigili del fuoco, con droni e cani da mantrailing, nelle aree boschive e intorno al lago di Barrea. Le indagini sono affidate ai carabinieri di Castel di Sangro, (L’Aquila) su delega della Procura di Sulmona, (L’Aquila). 

Perquisita senza esito l’abitazione della madre, a cui era stata revocata la potestà genitoriale. Da maggio il padre aveva riottenuto la responsabilità e avviato un percorso di riavvicinamento. Lui, sette anni fa, era stato allontanato da casa dopo un procedimento per maltrattamenti in famiglia, ma alla fine del processo era stato assolto. Le sorelle però non volevano tornare con lui: lo dimostrerebbero anche da alcune lettere scritte dalle due minori.     

Anche nel Sud Pontino nessuno sa dove siano finite. Il padre che lavora in una struttura commerciale si è messo in ferie. La madre, casalinga, è chiusa in casa. Le sorelle sarebbero uscite da una porta e non dalla finestra. 

Si scandaglia la vita familiare

“L’assistente sociale descrive la mamma come manipolativa. Il padre sosteneva che la madre gli impedisse di vedere le figlie, mentre la madre ribatteva che erano le ragazze a non volerlo incontrare”, spiega Enrico Mastantuono, l’avvocato di Valentina D’Acunto, la madre delle due giovani. Secondo la ricostruzione fornita dal legale, la madre avrebbe visitato regolarmente le figlie nella struttura protetta abruzzese. L’ultimo incontro risalirebbe al 17 maggio, mentre “le ragazze non avrebbero mai voluto vedere il padre”. “Eppure a me risulta – ribatte Alessia Natali, presidente dell’associazione Penelope Abruzzo e Molise – che l’ultima volta le ragazze si siano sentite con il padre il 22 maggio, su richiesta di Alisya”.

Le ore di attesa sono diventate giorni. Le ricerche proseguono con l’impiego di droni e cani molecolari, mentre la stanza delle due ragazze a Civitella Alfedena è stata posta sotto sequestro. Effettuate anche perquisizioni nelle abitazioni dei genitori e dei nonni, mentre si susseguono appelli e ricostruzioni. Tra questi, quello della madre. “Tornate, tutto si sistema insieme”, dice in un audio rotto dal pianto affidato al suo avvocato. Nel frattempo, i presunti avvistamenti segnalati nei giorni scorsi sono stati rapidamente smentiti dagli investigatori.

Sotto la lente anche la struttura dalla quale le due ragazze si sono allontanate: una finestra rotta e priva di inferriate, l’assenza di sistemi di allarme e videosorveglianza e, secondo quanto riferito dalla madre, la mancata comunicazione immediata della scomparsa. “L’ha saputo da un militare che, presentatosi alla sua porta, le ha chiesto se le sue figlie fossero lì, lasciandola attonita”, riferisce ancora il legale senza nascondere il disappunto sulla gestione delle due minorenni.

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