Nessun risarcimento alla famiglia per la morte di Michele Merlo giovane cantautore di Rosà (Vicenza), in arte Mike Bird e star del programma Amici, scomparso nel 2021, a soli 28 anni, per una leucemia fulminante all’ospedale Maggiore di Bologna.
Lo ha deciso il Tribunale civile di Vicenza, respingendo la richiesta dei genitori del giovane al termine del processo in sede civile. Per i familiari il medico che visitò Michele non approfondì gli ematomi comparsi su corpo del giovane. Ma il tribunale ha respinto la richiesta di risarcimento fatta dalla famiglia, per il tribunale “Al momento della visita l’unico sintomo evidente era un vistoso ematoma alla coscia. L’operato del medico è stato corretto e la morte del giovane una tragica fatalità”
La famiglia: si poteva salvare e ricorre in appello
La famiglia di Merlo con l’avvocato, Marco Dal Ben, chiamava in causa nel procedimento il medico di famiglia, l’Ulss 7 Pedemontana e le compagnie di assicurazioni. Le prime due perizie eseguite a Bologna affermavano che in caso di diagnosi precoce Michele avrebbe avuto tra l’85% e il 97% di possibilità di salvarsi. Per questo la famiglia del cantautore che ha rifiutato una proposta di transazione di 200mila euro con l’azienda sanitaria, parla di “non giustizia” e prepara il ricorso in appello.
Nella sentenza il giudice precisa che i periti hanno chiarito che “il decesso di Michele Merlo non è in nesso causale con il ritardo della corretta diagnosi, che ha inciso peraltro in modo modesto sull’evoluzione clinica degli eventi“.
Una consulenza tecnica aveva concluso per l’inevitabilità della morte. Prima dell’avvio della causa civile, era stata proposta un’offerta transattiva avanzata dall’azienda sanitaria ed è stata rifiutata dalla famiglia. Nell’indagine penale sulla morte del 28enne i giudici avevano invece deciso per l’archiviazione.

