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Home » Voler la fine di una civiltà è un crimine
Società

Voler la fine di una civiltà è un crimine

Di Sala Notizie8 Aprile 20263 min di lettura
Voler la fine di una civiltà è un crimine
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Una mattinata di dialogo con George Clooney per parlare di temi legati ai diritti e alla cittadinanza, è questo ciò che hanno vissuto migliaia di studenti delle scuole superiori della provincia di Cuneo, grazie all’evento “Dialoghi sul Talento” organizzato da Fondazione Crc al Palazzetto dello Sport di Cuneo.

Il format prevede incontri, promossi da Fondazione CRC, per offrire alle giovani generazioni occasioni di confronto con personalità di rilievo internazionale. L’appuntamento realizzato la partecipazione di Clooney for Justice Foundation, grazie al supporto di Collisioni, prosegue il ciclo aperto nelle precedenti edizioni che hanno visto ospiti come la scrittrice e attivista Kerry Kennedy, l’astronauta Paolo Nespoli, il maestro Andrea Bocelli, l’allenatore del Manchester City Pep Guardiola e i campioni del tennis Stefanie Graf e Andre Agassi. 

L’obiettivo di questi incontri è quello di ispirare, attraverso il confronto diretto con personalità di caratura internazionale, le giovani generazioni.

Clooney ha parlato ai ragazzi della Nato, dello scenario politico internazionale, dello stato di salute del Cinema e di tanti temi trasversali che hanno appassionato il giovane pubblico.

 

George Clooney, ospite d’eccezione dei ‘Dialoghi sul talento’ al Palazzetto dello Sport di Cuneo – 8/04/2026 (Ansa)

“Se sono stato testimone di diritti non rispettati nel mondo del cinema? Sì mi è capitato, quando ero giovane all’inizio della mia carriera, i registi e i produttori erano gentaglia, urlavano contro, non trattavano bene gli attori, le attrici poi venivano trattate ancora peggio. Non credo sai più possibile comportarsi così e questo credo sia positivo”,  ha detto Clooney parlando del mondo dello spettacolo e della sua crescita professionale. “Abbiamo visto recentemente tutto quello che è successo con il caso Weinstein.  E’ migliorato il modo in cui le persone sono trattate sul set, io ho fiducia nella prossima generazione. Noi abbiamo fatto i nostri errori e speriamo che si possa migliorare ancora“.

Parlando di comunicazione, Clooney ha poi ricordato un episodio importante che lo ha coinvolto: “E’ difficile dire quale sia statala cosa di maggiore successo per me. Direi il fatto che siamo riusciti a fare liberare più di cento giornalisti dalle carceri. Sono molto orgoglioso di questo. Non si può difendere la democrazia senza proteggere chi dice la verità. Il rapporto di Trump con la stampa? Certamente non è elegante, ma d’altra parte tutti i governi hanno un cattivo rapporto con la  stampa”, ha aggiunto la star del cinema, in riferimento al lavoro fatto con la moglie, Amal Clooney, avvocatessa esperta in diritti umani che difende attivamente giornalisti imprigionati per motivi politici.

George Clooney, ospite d'eccezione dei 'Dialoghi sul talento' al Palazzetto dello Sport di Cuneo - 8/04/2026

George Clooney, ospite d’eccezione dei ‘Dialoghi sul talento’ al Palazzetto dello Sport di Cuneo – 8/04/2026 (ANSA/US GIORGIO PEROTTINO )

A chi chiedeva della sua  posizione, da americano, sulla situazione internazionale, l’attore ha risposto: “Sono preoccupato per la Nato, che ha fatto sì che, sia l’Europa ma anche il resto del mondo, siano stati sicuri. Smantellare un’istituzione come questa mi preoccupa”. E poi ancora: “Alcuni sostengono Donald Trump vada benissimo, ma se c’è qualcuno che dice che vuole porre fine alla civiltà questo è un crimine di guerra. Puoi comunque sostenere il punto di vista dei conservatori ma ci deve essere un confine alla decenza, e noi non dobbiamo attraversarlo”. 

“Oltre a molti errori gli Usa credo abbiano fatto anche molte cose straordinarie che sono sopravvissute“, ha poi aggiunto Clooney nel corso dell’incontro.

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