L’omicidio di Daphne Caruana Galizia non ha ancora un mandante. Yorgen Fenech, erede della Holding Tumas Group, è stato assolto dall’accusa di cospirazione e complicità nel piano per uccidere la giornalista. Lo hanno stabilito i nove giurati del processo. La giornalista è stata uccisa all’età di 53 anni il 16 ottobre 2017 con una bomba vicino alla sua abitazione. Gli esecutori materiali furono arrestati sei settimane dopo. Nel 2019 le indagini si strinsero su un intermediario che accusò Fenech, ottenendo la grazia. Il verdetto è stato annunciato dopo circa otto ore di camera di consiglio con un voto di 8 a 1.
attentato a Bidnjia, 16 ottobre 2017 (ansa)
Il lavoro della giornalista investigativa
Daphne Caruana Galizia aveva approfondito il coinvolgimento maltese nell’inchiesta giornalistica sui Panama Papers ed era stata all’origine di rivelazioni su diverse persone vicine all’allora primo ministro Joseph Muscat. Accusato di aver interferito nelle indagini sull’omicidio della giornalista e di aver protetto alcuni collaboratori, Muscat aveva annunciato alla fine del 2019 le proprie dimissioni – divenute effettive all’inizio del 2020 – sotto la pressione di manifestazioni quotidiane.
La vicenda processuale
Nell’ottobre 2022, due fratelli erano stati condannati a 40 anni di carcere ciascuno per l’assassinio di Daphne Caruana Galizia, dopo essere stati riconosciuti colpevoli di aver fabbricato, piazzato e fatto esplodere la bomba che aveva ucciso la giornalista nei pressi della sua abitazione. Nel giugno 2025, altri due uomini sono stati condannati all’ergastolo per aver fornito l’esplosivo utilizzato nell’attentato.
Yorgen Fenech era stato arrestato alla fine del 2019 a bordo del suo yacht, mentre tentava di lasciare Malta. L’imputato ha sempre negato di aver commissionato l’omicidio della giornalista. L’accusa sosteneva che l’imprenditore avesse pagato 150.000 euro a un intermediario per organizzare l’omicidio e impedire la pubblicazione di informazioni che avrebbero potuto danneggiare i suoi interessi commerciali.
Durante il processo, durato due mesi, la difesa ha sostenuto che le prove presentate non eliminavano ogni ragionevole dubbio e ha indicato figure della politica maltese come potenzialmente responsabili del crimine. Fenech, ex presidente del gruppo Tumas e uno degli uomini più ricchi di Malta, si è presentato al processo libero su cauzione, concessagli nel febbraio 2025, dopo oltre cinque anni in custodia cautelare. L’imprenditore ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento e ha indicato Keith Schembri, all’epoca capo di gabinetto del Primo Ministro Joseph Muscat, come la presunta mente dell’omicidio.
La reazione della famiglia della cronista
L’assoluzione di Fenech nega a Daphne “la giustizia che merita”, ha affermato la famiglia della giornalista, aggiungendo che “oggi sarebbe dovuto essere il giorno di Daphne”. Secondo la famiglia, il movente dell’omicidio della giornalista sarebbe stato quello impedirle di indagare sull’azienda di Fenech, 17 Black, e sulle sue transazioni finanziarie.

