Il primo giorno fuori dal carcere Stasi lo ha trascorso pranzando con la madre. Il sogno di guidare la motocicletta, il mezzo di trasporto che più evoca la libertà dai tempi di Easy Rider, e le parole scritte dal Tribunale di Sorveglianza che ha evidenziato il “comportamento corretto e l’equilibrio mostrato durante il percorso di reinserimento”. Una vita nuova, per l’unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, quasi 18 anni fa. L’uscita dal carcere di Bollate che però, nulla c’entra con la nuova inchiesta, che procede parallela. Ecco cosa è successo.
Alberto Stasi (Ipa)
L’affidamento in prova di Alberto Stasi e di conseguenza la sua uscita definitiva ieri dal carcere di Bollate non ha legami con la nuova indagine aperta dalla Procura di Pavia sull’omicidio a Garlasco di Chiara Poggi per cui lui è stato condannato in via definitiva a 16 anni. Ma della nuova indagine si parla nel provvedimento del Tribunale di Sorveglianza che riconosce al quarantaduenne “equilibrio e dosi di resilienza” nell’affrontare non solo le proprie emozioni ma soprattutto “l’eccezionale e del tutto inusitata esposizione mediatica” del caso.
Nella loro relazione gli operatori del carcere hanno spiegato che proprio “la possibilità che possa emergere la sua estraneità ai fatti, gli permette di vivere in modo meno faticoso l’invadenza dei media” che anche ieri mattina ha dribblato quando è tornato per l’ultima volta in carcere a sbrigare le ultime formalità e a prendere la sua roba.
Il pranzo con la madre, il primo giorno fuori dal carcere
Il primo giorno fuori dal carcere Stasi lo ha trascorso pranzando con la madre nell’appartamento che ha affittato già da tempo e dove dormiva durante le licenze premio da quando lo scorso anno aveva ottenuto la semilibertà. La sua avvocata Giada Bocellari ha parlato di un giorno di riposo.

Alberto Stasi (LaPresse)
La sua capacità di controllo “A volte lo porta ad essere malinteso”
Il sogno di guidare la motocicletta, il mezzo di trasporto che più evoca la libertà dai tempi di Easy Rider. Ma Stasi non è un impulsivo come i protagonisti del film simbolo della ribellione sessantottina. Anche il provvedimento del tribunale sottolinea la sua capacità di controllo che a volte lo porta ad essere “malinteso”.
sempio stasi poggi (Rai)
“Ha percorso tutte le vie che l’ordinamento consente per dimostrare la propria innocenza”, sottolineano i giudici. E ancora non ha terminato. Ma la prossima mossa, quella finale, deve essere ben calcolata, ovvero la richiesta di revisione.
Il mese scorso il procuratore di Pavia Fabio Napoleone, che ha riaperto le indagini sul delitto di Garlasco indagando Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, il fratello di Chiara, ha inviato le carte alla Procuratrice generale di Milano Francesca Nanni per sollecitare la richiesta di revisione del processo a Stasi al Tribunale di Brescia. Ma si tratta di valutazioni lunghe con uno studio delle carte “né facile né breve”.
Anche gli avvocati di Stasi stanno lavorando alla richiesta di revisione che richiede tempo . “Una cosa talmente lontana nel tempo…”, ha spiegato Antonio De Rensis, che con Bocellari difende il 42enne.
Chi invece si prepara alla chiusura delle indagini di Pavia è Andrea Sempio che da due mesi non prende lo stipendio da commesso in un negozio di telefonia, come hanno confermato i suoi legali alla Provincia Pavese senza specificare se sia in aspettativa o quale sia la ragione, ma spiegando che al momento ricevono solo rimborsi. “Non prende lo stipendio – ha spiegato l’avvocata Angela Taccia, che lo difende con Libiorio Cataliotti – e per questo ho rifiutato un pagamento che Andrea Sempio voleva fare. Lui è sempre molto attento a questo aspetto, ma le spese legali e per i consulenti in questo momento possono aspettare. A noi avvocati paga solo i rimborsi”.
Per lui la scadenza delle indagini preliminari è stata prorogata al 28 settembre e sia i suoi legali sia la procura hanno incaricato vari esperti per fare consulenze. Ma sulla scarpa Frau che avrebbe lasciato tracce sul luogo dell’omicidio la difesa vorrebbe chiedere al giudice una perizia super partes, convinta che lo scagionerà.
