L’ex senatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, e la moglie Miranda Ratti, sono stati mandati a processo per la vicenda delle presunte donazioni ricevute da Silvio Berlusconi. Il valore sarebbe di circa 42 milioni di euro, trasferiti attraverso otto bonifici. A deciderlo è stata oggi, 27 aprile, la gup Giulia Marozzi. Nel marzo 2025 il caso era stato trasferito da Firenze a Milano per competenza territoriale in base a una eccezione sollevata dai difensori Francesco Centonze e Filippo Dinacci.
La prima udienza si terrà il prossimo 9 luglio, davanti alla seconda sezione penale del Tribunale. Su una parte delle donazioni è scattata la prescrizione.
L’inchiesta
Secondo l’inchiesta, Berlusconi, tra il 2012 e il 2021, avrebbe versato a Dell’Utri la cifra sotto forma di “donazioni” o prestiti, spesso giustificati come aiuto per spese legali e personali oltre ai 30 milioni di euro ricevuti in eredità, tramite il testamento del Cavaliere.
Secondo la procura, le donazioni non sarebbero possibili perché violerebbero la legge Rognoni-La Torre, che ha introdotto il reato di associazione di tipo mafioso e preserva il patrimonio, includendo anche sequestro e confisca dei beni.
Dell’Utri, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, ha l’obbligo di comunicare ogni variazione del proprio patrimonio superiore a 10.329 euro, per i dieci anni successivi alla condanna.
Nell’ottobre 2025 la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso della Procura di Palermo sul sequestro dei beni, ribadendo che il denaro non sarebbe prova di un presunto silenzio di Dell’Utri in favore di Berlusconi.
Adesso, anche se una parte delle donazioni è stata dichiarata prescritta, il processo a Milano riguarda la mancata dichiarazione al Fisco delle suddette somme.
