Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori sull’omicidio di Roberto Pietro Guerrino, l’interprete di conferenza di 60 anni trovato morto venerdì nel suo appartamento di Milano, vi è quella di un incontro avvenuto poco prima del delitto con una persona conosciuta attraverso piattaforme di incontri online.   

I carabinieri della compagnia Duomo e del Nucleo investigativo del Comando provinciale stanno analizzando contatti e appuntamenti fissati nei giorni precedenti al delitto. Tra le verifiche, sono al vaglio le immagini delle telecamere della zona e la possibilità che il 60enne, che è stato trovato riverso a terra,  in una pozza di sangue, semisvestito con indumenti femminili, abbia ricevuto qualcuno conosciuto tramite app come Grindr e Romeo, che in passato l’uomo aveva già usato per incontrare altri uomini.

Nella storia di Guerrino c’erano già stati episodi di violenza e furto da parte di uomini prima conosciuti on-line e poi invitati a casa.

Il suo cadavere è stato scoperto dai Vigili Del Fuoco e presentava vistose ferite alla testa. Si ipotizza che, per colpirlo, possa essere stata usato un oggetto presente in casa. Forse un pesante statua di Buddha, trovata sporca di sangue dalle tute bianche delle Sezioni investigazioni scientifiche intervenute nell’appartamento della vittima per i rilievi.

Roberto Pietro Guerrino era un interprete di conferenza e nel suo curriculum aveva scritto di aver lavorato più volte per nomi nazionali e internazionali importanti (da Napolitano al principe Carlo d’Inghilterra).

In base a quanto emerso, l’allarme sarebbe stato dato dall’ex compagno della vittima che vive a Genova al quale non rispondeva al telefono da venerdì, come anche dalla nipote che non riusciva a contattare lo zio. 

Non sarebbe stato necessario forzare porte o finestre per entrare perché la nipote sarebbe arrivata con le chiavi di casa, che aveva anche una vicina.

Entrata nell’appartamento, la pattuglia dei Vigili del Fuoco si sarebbe resa conto dell’accaduto, allertando immediatamente le forze dell’ordine. 

Dalle parole di alcune residenti nello stesso edificio Guerrino “era un brava persona, gentile con tutti” e “nessuno aveva mai avuto problemi con lui”.

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