“Mamma mi manchi, ho sempre desiderato una mamma come te” e ancora: “Ti vorrei accanto a me per sempre”. Nei diari e nelle lettere mostrati dal tg1 Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelline di 12 e 16 anni, originarie di Minturno, scomparse ormai da una settimana dalla casa famiglia di Cividella Alfedena in provincia dell’Aquila, manifestavano il desiderio di stare con la madre. Ma quei testi, consegnati agli assistenti sociali, per il tribunale di Cassino, che si è avvalso di consulenze e perizie psicologiche, erano solo il frutto di “atteggiamenti manipolativi e condizionanti” di Valentina D’Acunto – come si legge nella sentenza mostrata dal Tg1 – per allontanare le figlie dal padre con il quale da anni sono protagonisti di un turbolento divorzio. Anche per questo a fine maggio alla madre è stata revocata la responsabilità genitoriale e restituita al padre,  Stefano Di Giacinto.   

Per la scomparsa delle due ragazzine, su cui indaga la procura di Sulmona, si ipotizza una fuga volontaria ma non si esclude neppure il rapimento. Le ricerche si sono concentrate sia in Abruzzo, dove è stato perlustrato anche il lago di Villetta Barrea, sia nel Lazio.  Oggi intanto la madre ha rivolto un nuovo accorato appello alle ragazzine: “Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è  arrabbiata, e ricordatevi che tutto si sistema, Ma dobbiamo farlo insieme, fateci sapere che state bene, vi prego”.

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