Basta bugie, basta propaganda, ve l’ho già detto, avevate i numeri qui dentro per fare tutto e siete riusciti a non fare nulla che cambiasse in meglio la vita degli italiani. Le tasse record sono il filo che lega le minoranze, che pure in aula presentano ciascuno un proprio testo e che alla premier contestano la marginalità internazionale e l’assenza di riforme. I numeri li porta Schlein:, tasse al 43%, salari tra i più bassi, c’è una distanza enorme, dice, tra il paese raccontato e quello fuori dal Palazzo.

Quattro anni, zero riforme, l’accusa anche di Conte, che punzecchia sull’assenza dagli ultimi due vertici, “fughe alla Schettino. Se mi posso permettere Presidente Meloni, la smetta con i ponti che portano proprio male, le portano male e portano male all’Italia. Aveva annunciato di essere il ponte con Washington, quel ponte è diventato un incubo per gli italiani, tra dazi, acquisti di armi, gas liquefatto”.

Per non parlare, aggiunge, dell’inchiesta giudiziaria sul ponte di Messina. Bufera su Silvestri, poi si scuserà per le ginocchiere indossate, aveva detto dalla premier davanti a Trump e Netanyahu. Critiche dal centro-destra come da sinistra.

Io, frainteso, intendevo la postura di una premier. E, dicono AVS, una Premier capace di organizzare il tifo, non a governare. Lady Tax la bolla Renzi. “Dovete smetterla con questa narrazione per cui da quando ci siete voi è cambiato il mondo”.

E intanto dal fronte progressista è un muro di emendamenti alla riforma elettorale. I big firmano la nota, il governo pensa a garantire solo se stesso.

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