E’ iniziato dalla Sardegna verso le coste della Romania il viaggio della gigantesca struttura in acciaio destinata al Neptun Deep, uno dei più grandi progetti di estrazione di gas naturale offshore in Europa.
Costruita ad Arbatax da un’azienda che impiega diverse centinaia di operai specializzati, la mega piattaforma – un colosso alto 135 metri per un peso di 7.500 tonnellate – è stata costruita in posizione orizzontale e così verrà trasportata dalla Sardegna fino al Mar Nero, dove verrà messa in verticale da una nave gru speciale, per poi essere ancorata sul fondale marino.
A completare l’opera il Topside, la parte superiore e operativa in arrivo da Karimun, in Indonesia.
Una volta messo in funzione, l’impianto dovrebbe pompare 10 miliardi di metri cubi all’anno dal 2027.
Un investimento da 4 miliardi di euro che, secondo le società’ rumene e austriache coinvolte, rientra in un’ottica di diversificazione delle fonti energetiche, con l’obiettivo di raddoppiare la produzione interna di gas per ridurre la dipendenza europea dalla Russia.
Ma non tutti ci credono. Il progetto è stato infatti contestato da diversi scienziati e gruppi ambientalisti come Greenpeace, che l’hanno definito un’operazione “spericolata” perché destinata a compromettere il fragile ecosistema del Mar Nero, già messo a dura prova dall’inquinamento e dal riscaldamento globale.