Tre anni fa aveva denunciato per rapina un ragazzo straniero conosciuto su un’app, Roberto Pietro Guerrino, l’interprete di fama internazionale trovato morto nel suo appartamento di via Oxilia a Milano. Quel ragazzo, invitato per consumare un rapporto sessuale, gli aveva portato via 250 euro.
Guerrino lo aveva denunciato, ma dopo pochi giorni il giovane era tornato davanti alla sua porta. Poi ancora un terzo episodio, il più violento. Un altro ragazzo, contattato sempre tramite app, che si rivelerà però un complice del primo. Guerrino apre. I due entrano in casa e lo picchiano. Lo costringono a uscire per prelevare da uno sportello Bancomat. Ma Guerrino attira l’attenzione dei passanti, e gli aggressori fuggono.
Gli investigatori adesso si concentrano sui tabulati telefonici, e sulle chat delle app di incontri. Ai gestori verrà chiesto di fornire gli accessi. L’assassino avrebbe rubato alla vittima portafogli e smartphone. Al vaglio anche le telecamere del quartiere.
I colpi mortali alla testa sarebbero stati sferrati con un soprammobile. Forse una pesante statuetta di Buddha, ritrovata insanguinata sul pavimento del salotto. A dare l’allarme l’ex compagno della vittima, che vive a Genova. Da venerdì sera Guerrino non rispondeva più alle sue telefonate.
