Proseguono le indagini per la frana a Niscemi. La procura di Gela ha iscritto nel registro degli indagati, oltre agli ultimi quattro presidenti della Regione, Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani, l’attuale dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina, gli ex capi Pietro Lo Monaco e Calogero Foti, e il direttore regionale Vincenzo Falgares, in quanto soggetti attuatori delle ordinanze sulla mitigazione del rischio frana.
Tra gli indagati anche i soggetti attuatori delle misure contro il dissesto idrogeologico Salvo Lizzio, Maurizio Croce, Sergio Tumminello e Giacomo Gargano. Iscritta nel registro degli indagati, anche Sebastiana Coniglio, responsabile dell’Ati che avrebbe dovuto eseguire le opere previste dopo la frana del 97.
Sono accusati, a vario titolo, di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Sotto i riflettori della procura di Gela, il periodo compreso tra il 2010 e il 2026. “Dovevano essere realizzate – ha affermato il procuratore delle opere per mitigare il rischio, opere che non sono stati mai realizzate”.
Il punto nel servizio di Maria Grazia Sarrocco.
