Un “trauma orribile”, “il peggiore degli incubi”, “una forma di crudeltà estrema”, “gioia e felicità” dei bambini “distrutte”. E un desiderio: “Essere riuniti come una famiglia piena di amore”. Sono alcune delle affermazioni di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la coppia anglo-australiana, che alla Camera dei Deputati ha partecipato a una conferenza stampa dal titolo ‘Voglio tornare a casa. Il calvario della famiglia nel bosco’, organizzata dalla deputata di Noi Moderati Michela Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, con il loro avvocato Marco Femminella, esperti psicoterapeuti, il consulente di parte Tonino Cantelmi e la Garante per l’Infanzia Marina Terragni.
“Ho voluto promuovere questo incontro per fare chiarezza e spero giustizia. Questa coppia sta vivendo un vero calvario“, ha detto Brambilla aprendo l’incontro. “Io non avrò pace – ha proseguito – fino a che questa famiglia non sarà riunita. Io sono la voce di questi bambini che non hanno modo di essere ascoltati. Voglio essere la loro voce. Questa è una violenza di Stato. Questa coppia rappresenta tante altre famiglie che subiscono allontanamenti di minori sbagliati. Deve essere riformato il modo in cui i minori vengono tolti alle famiglie. Rivolgo un appello a chi deve prendere decisioni: si riunisca questa famiglia”, ha concluso Brambilla mostrando un disegno dei bambini con tutti e cinque i componenti della famiglia di nuovo insieme e sorridenti.
Nathan: “Il nostro desiderio più grande è di essere una famiglia come prima”
Il papà Nathan ha letto un messaggio in inglese nel quale ha espresso l’amore per la sua famiglia e il dolore di questi mesi. “Non potete immaginare – ha detto – il dolore che abbiamo passato negli ultimi 5 mesi specialmente i bambini. Prima la separazione dalla loro casa e dal papà e poi la separazione dalla mamma. Hanno avuto stress, dolore, paura. La loro gioia è stata distrutta. Mia moglie e io siamo uniti più di prima il nostro amore e più forte che mai: il nostro desiderio più grande è di essere ricongiunti, essere una famiglia come prima”.
Catherine: “I bambini soffrono”
“Siamo affranti – ha invece detto Catherine – perchè sappiamo che i nostri bambini soffrono, perchè non possiamo riportarli a una casa dove sappiamo sarebbero al sicuro, sarebbero accuditi e sarebbero amati. L’unica cosa che desidero è di risvegliarmi da quello che mi sembra essere il peggiore degli incubi, un incubo che però è senza fine. Ho visto la loro sofferenza mentre erano nella casa rifugio e sento Nathan che piange e si lamenta nel suo sogno. Questo è terribile, non soltanto come moglie, come madre, perché mi sento impotente, non in grado di aiutare i miei figli, ma lo è ancora di più da donna che ha speso tutta la propria vita aiutando gli altri. E mi dispiace doverlo dire, ma sarò molto franca: non ho mai, mai, né visto né sentito una forma di crudeltà così estrema come quella che stanno subendo i miei figli”.
La lettera della piccola Utopia Rose alla mamma: “Ti vogliamo bene”
Durante l’incontro è stata anche letta una lettera scritta da Nathan per conto di Utopia Rose, la prima figlia di 8 anni, indirizzata alla madre: “Mamma, ti auguro buon compleanno. Insieme a Galorian e Bluebell, con tutti gli animali, Gallipoli e tutte le galline e le anatre. Vorrei tanto che fossimo lì. Ti vogliamo bene mamma, mi manchi moltissimo, ma ci stiamo facendo forza per poter uscire da qua. Con tanto, tanto affetto e con tanto amore: mamma ti vogliamo bene”.
